Nel 1997 il IX congresso annuale della European Association for Psychotherapy si tenne a Roma sul tema Common ground and different approaches in psychotherapy. Per la prima volta si trovavano riuniti delegati di trentadue nazioni europee, diciotto associazioni nazionali di area e un numero consistente di organizzazioni europee dei singoli orientamenti. La responsabilità organizzativa fu di Riccardo Zerbetto, allora presidente della EAP.
Da quel congresso nacque anche il lavoro della sottocommissione EAP per la validazione scientifica degli orientamenti, coordinata dallo stesso Zerbetto: un tentativo di distinguere i metodi validated — consolidati da una lunga tradizione di studi, pubblicazioni e training — dai new trends, senza scivolare né in un rigore impraticabile né in un'apertura indiscriminata. Fra i criteri proposti: una cornice epistemologica compiuta, almeno venticinque anni di attività formativa e pubblicazioni, ricerca empirica su processo ed esito, presenza in almeno sei paesi europei, un codice etico compatibile con quello della EAP.
È dentro questa cornice che la psicoterapia della Gestalt si è affermata come indirizzo riconosciuto dell'area umanistica, ed è da questa esperienza che il CSTG ha ereditato una postura: rivendicare la propria identità gestaltica sapendo con precisione che cosa la distingue e che cosa la accomuna agli altri approcci.